Arriva il seabin mangia rifiuti

Dall’idea nata da due surfisti australiani per proteggere il mare e le onde che amano cavalcare, sono stati realizzati i seabin, letteralmente “bidoni del mare”.

Si possono considerare al pari di una squadra di operatori ecologici che stanno prendendo servizio in alcuni porti italiani.

Questi cestini navigano in superficie divorando rifiuti: in pratica i bidoni galleggianti catturano tutta la plastica che incontrano come buste, confezioni delle patatine, cotton fioc e altre fibre microscopiche invisibili.

Questo dispositivo molto semplice viene distribuito in tutte le parti del mondo con lo slogan: “Se abbiamo cestini a terra, perché non in mare?”. Per il momento, il cestino è destinato a fare da spazzino in un ambiente chiuso, come un porto appunto dove i rifiuti si accumulano. Lavora 24 ore su 24, sette giorni su sette. Galleggiando l’orlo resta appena sotto la superficie, l’acqua che entra viene filtrata ed espulsa mediante una pompa elettrica mentre i rifiuti restano all’interno del contenitore, anche le fibre più piccole.

L’operazione è già partita nelle aree portuali di Santa Margherita Ligure (Ge), nell’Area marina protetta di Portofino (Ge), nel Porto delle Grazie a Roccella Ionica (Rc), e Venezia Certosa Marina (Ve).

Un solo bidone è in grado di raccogliere fino a 500 chili di plastica in un anno, che considerando le 90 tonnellate che vengono sversate tutti i giorni, è solo il primo passo verso la soluzione del problema. E’ un primo importante segnale di attenzione da parte delle amministrazioni, che deve coinvolgere da subito i cittadini e la loro consapevolezza dei propri gesti.

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