Un motore di ricerca per contrastare l’incendio dell’Amazzonia

26 agosto – Mentre l’Amazzonia continua a bruciare, negli ultimi giorni si sta assistendo ad una mobilitazione social da parte della popolazione e non solo. Cantanti, stilisti, enti benefici stanno facendo sentire la propria voce, assumendo una posizione netta e chiara sulla necessità di proteggere il polmone verde del mondo dilaniato dalle fiamme. In risposta all’incendio che sta poco a poco devastando l’Amazzonia, un motore di ricerca ecosostenibile ha deciso di piantare un milione di nuovi alberi per tentare di ripristinare parte del verde andato perduto. Il motore di ricerca è nato in Germania ed è stato lanciato il 7 dicembre 2009, in concomitanza della conferenza ONU sui cambiamenti climatici di Copenhagen, in collaborazione con Yahoo e Wwf. Come con tutti i motori di ricerca, gli introiti della società derivano dagli spazi pubblicitari. L’80% del fatturato – come dichiarato – viene reinvestito nella riforestazione di alcune aree in giro del mondo, come il Brasile. Il fine ultimo per la società sarà quello di «coltivare concretamente un mondo più sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico», finanziando la riforestazione di un miliardo di nuovi alberi nella foresta atlantica entro il 2020. Ad oggi sono stati piantati oltre 65 milioni di alberi, aprendo l’applicazione è infatti possibile vedere l’impatto delle proprie ricerche sulla riforestazione: è stimato un albero piantato ogni 45 query inviate. L’applicazione ha già contribuito al riforestamento di zone come Marocco, Indonesia, Etiopia, Madagascar, Brasile e Marocco.

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