Prove tecniche per un mare pulito

Una quantità enorme di plastica finisce ogni giorno nel mar Mediterraneo: 731 tonnellate che inquinano l’ambiente e la catena alimentare. Per questo motivo è nato in Toscana il progetto sperimentale “Arcipelago pulito” che punta a liberare il mare dai rifiuti, coinvolgendo tutti gli attori della filiera del settore marittimo.
Un protocollo di intesa tra Regione, Ministero per l’Ambiente, Legambiente, Unicoop Firenze, Autorità portuale del Tirreno settentrionale, Labromare, Direzione marittima, azienda Revet e cooperativa di pescatori Cft, ha permesso di far partire questo progetto pilota, primo in Italia, grazie al quale i pescherecci potranno diventare gli spazzini del mare.
Ecco cosa succederà nei trecento chilometri quadrati di mare tra Livorno e Grosseto: i pescatori, che hanno seguito un corso di formazione, potranno raccogliere e separare i rifiuti impigliati nelle loro reti e tirati sull’imbarcazione insieme al pescato; appena giunti a riva, i rifiuti verranno stoccati in banchina e avviati al riciclo.
L’iniziativa è nata da un’idea della Fondazione Angelo Vassallo, il sindaco pescatore di Pollica, ucciso dalla criminalità organizzata. Si tratta di un’azione collettiva che tutela i beni comuni, con un impegno attivo per l’ambiente, un sostegno alla competitività e alle produzioni locali: il pescato acquista più valore e sulle tavole, con acque nel tempo più pulite, arriverà anche un prodotto migliore e più sicuro.

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