2 agosto 2019 – Una ricerca condotta dai ricercatori dell’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che hanno collaborato con l’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa, pubblicata sulla rivista Environmental Science and Pollution Research ha dimostrato che le radici dei pioppi assorbirebbero, smaltirebbero e degradarebbero gli ftalati, e lo farebbero anche in elevate quantità rispetto ad altre piante. Lo hanno constatato mettendo a confronto le radici dei pioppi con le radici di piante comuni, entrambe esposte per 21 giorni al diottilftalato, DEHP, componente dei ftalati che ha effetti nocivi sul sistema endocrino, riconosciuti anche dalla Commissione Europea. Non a caso il componente è stato vietato nella produzione di giochi per bambini e numerosi prodotti in PVC. Il risultato è stato molto promettente perché i ricercatori hanno rilevato che le sostanze inquinanti assorbite non provocano particolari danni ai pioppi e questi ultimi, di conseguenza, potrebbero essere utilizzati in futuro per ridurre gli ftalati dispersi nell’ambiente.